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 1   La Fantascienza e gli altri generi... / Urania Mondadori / Re:Intervista a Davide Del Popolo Riolo, Premio Urania 2019  data: 24 Settembre 2020, 21:23:33 
Iniziata da bibliotecario | Ultimo messaggio di Echo
Bella intervista, complimenti.
Ha avuto l'effetto di aumentare a dismisura la mia curiosità.
Mi piacciono le ambientazioni colorite, e da quello che traspare dalle parole di Davide penso proprio che ne vedremo delle belle!!!
Di Ubermensch, che ho letto qualche mese fa, posso dire che la scelta, anche strutturale, di ambientare il romanzo nel mondo creato dal Superman nazista (invece di concentrarsi su di lui) è stata geniale. Ha lasciato emergere personaggi meravigliosi. Un... altorilievo ucronico!
E bon, a novembre mi fiondo in edicola!!!

Buona serata a tutti!!!

Baci,

Echo
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 2   UraniaMania Forum... / Generico / Re:Librerie usato roma  data: 24 Settembre 2020, 20:38:50 
Iniziata da Gattosilvestro | Ultimo messaggio di xaal
Ciao,
avendo anche io ricominciato a comprare urania da poco mi sono ritrovato piuttosto spaesato, tutti i riferimenti che avevo dieci anni fa sono scomparsi.

Per quanto ho visto le bancarelle di piazza della repubblica oramai si possono evitare, hanno veramente pochissimi urania.
Stessa cosa Porta Portese, c'era una bancarella con molti urania in via Bargoni e non c'è più.
La rivendita in Piazza Alessandria sembra non ci sia più (non ho potuto controllare).

Confermo quanto detto da altri: nei mercatini dell'usato se ne trovano abbastanza, dipende molto dal mercatino, in alcuni non sanno neanche cosa siano gli urania e ovviamente dipende anche molto dal momento.
Per esperienza personale posso consigliare quello di via Micara (dietro piazza Pio XI), quello di Casalotti, quello di via dei quattro venti. Ce n'è anche uno sulla via Appia ma da quanto ho capito uno dei gestori è un appassionato quindi quello che si trova è già stato setacciato da lui.

Pocket 2000 in via Famagosta ha ancora molti urania.
C'è una bancarella in viale Marconi 56, hanno molti urania e sono gentili, che non guasta. Volendo gli si può scrivere per sapere se hanno quello che cerchi, ilchioscodivialemarconi@gmail.com
In via di Val Travaglia 22 (conca d'oro) c'è Il Papiro che ha una quantità incredibile di fumetti e urania, non necessariamente a buon mercato ;-)

Magari può esserti utile questo link http://pignuoli.blogspot.com/p/blog-page.html

Ciao    
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 3   La Fantascienza e gli altri generi... / Urania Mondadori / Intervista a Davide Del Popolo Riolo, Premio Urania 2019  data: 24 Settembre 2020, 20:02:24 
Iniziata da bibliotecario | Ultimo messaggio di bibliotecario
Eccoci a presentare la seconda intervista Ufficiale di UraniaMania, emozionati e orgogliosi come la prima volta.

Intervista al nostro nuovo illustre utente Davide Del Popolo Riolo
che solo in quest'anno ha vinto:
il Premio Italia 2020 col romanzo Übermensch, pubblicato in Odissea Fantascienza
il Premio Urania 2019 con il romanzo Il pugno dell'uomo, di prossima pubblicazione in Urania.

UraniaMania tutta, ringrazia Davide che con la sua gentilezza, disponibilità e solerzia ha permesso la pubblicazione di quanto vi accingete a leggere.


Intervista a Davide del Popolo Riolo

UM: Davide, siamo curiosi di sapere innanzitutto da dove nasce la tua passione per la fantascienza e quali percorsi di lettura fra i suoi meandri ti hanno portato alla sua scrittura.

Davide: La fantascienza l’ho scoperta da bambino.
Per tenermi tranquillo durante un viaggio in treno papà all’edicola della stazione mi comprò Asimov Story, la raccolta dei primi racconti di Asimov commentati e introdotti da lui stesso.
Le sue introduzioni mi affascinarono: raccontava di quando da ragazzino studiava, lavorava nella drogheria dei genitori e nel tempo libero scriveva, dei tentativi di pubblicare con le riviste, degli appuntamenti con Campbell... Penso sia in quel momento che è nato in me il desiderio di emularlo, l’idea romantica che essere “uno scrittore di fantascienza” fosse qualcosa di stupendo. Anche perché ho sempre amato raccontare. Non ricordo un’epoca, da quando ho imparato a scrivere, in cui non sentissi l’impellente bisogno di inventare storie e metterle su carta, credo di soffrire di un eccesso di immaginazione! E la fantascienza… quando voglio darmi un tono dico che è uno strumento incredibilmente acuminato per investigare la realtà e cito KS Robinson secondo cui ai nostri giorni se si vuole descrivere la realtà l’unico modo è scrivere fantascienza. La verità però è che a scrivere fantascienza mi diverto moltissimo, è questo il vero motivo per cui lo faccio!


UM: Hai degli hobby, delle passioni inconfessabili o delle piccole “manie” che vuoi raccontarci? Tanto rimane tutto qui fra noi!  

Davide: Temo di deludervi, la mia vita è piuttosto banale. A mia scusante, sostengo che non è la mia vita ma ciò che scrivo che deve essere interessante!


UM: Hai all’attivo 4 romanzi e almeno 15 racconti di sf, comprendendo fra questi i romanzi brevi, ma puoi già sfoggiare anche i più prestigiosi premi italiani del settore, anzi finora tutti i tuoi romanzi sono stati premiati! C’è già chi non si stupirebbe di vederti in corsa per qualche premio “anglosassone”, ma in ogni caso il viaggio fatto in poco più di 5 anni è stato decisamente serrato e fulminante. Qual è il sentimento che prevale pensando a tutto ciò: soddisfazione, ansia o slancio per le prossime avventure?

Davide: Recentemente ho letto il libro di Gaiman; Questa non è la mia faccia.
Racconta che quando incontrò la prima volta Stephen King quest’ultimo gli diede un consiglio utilissimo.
Gli disse: goditela. Non preoccuparti per ciò che scriverai in futuro, se avrai successo, goditi questo momento. Io ovviamente non ho un millesimo del successo (e del talento) di Gaiman ma lo trovo comunque un consiglio magnifico e sto cercando di metterlo in pratica. Anche se non è facile: di temperamento sono iper ansioso e quindi evitare di tormentarsi chiedendosi se il romanzo piacerà, che cosa scrivere dopo e così via non è facile. Perciò mi ripeto: goditela, goditela, goditela!


Davide con i suoi Romanzi e Giulia Abbate durante il Loving the Alien Fest, Mufant TO 19/09/20


UM: Ci hai ormai abituato ad accostamenti più che arditi, portando nella fantascienza fusioni accurate con personaggi storici e dei fumetti. Un Giulio Cesare scienziato alle prese con un’invasione aliena, un Superman al servizio della follia nazista, fino ad un inaspettato incontro su Trantor… Non temi davvero nulla! Eppure alla fine tutto funziona alla grande. Come ci riesci?

Davide: Prima di tutto, mi fa molto piacere che riteniate che tutto funziona alla grande. È bello sentirselo dire, potete scrivermelo tutti i giorni così me ne convinco?
Somerset Maugham diceva che per scrivere un buon romanzo bisogna seguire tre semplicissime regole, il problema è che nessuno sa quali siano ed è proprio vero secondo me.
La prima regola che seguo è molto banale e persino semplicistica: cerco di scrivere qualcosa che, da lettore, mi incuriosirebbe e divertirebbe. So che non è una regola assoluta, anche perché i miei gusti non necessariamente coincidono con quelli della maggioranza dei lettori, ma tant’è. L’altra mia regola è che quando si è davanti a una opzione narrativa audace e rischiosa e a una più tranquilla, scegliere sempre la prima!


UM: In realtà sono due i tuoi romanzi che presentano un particolare connubio tra storia romana e sf, essendo spiccatamente dedicati alla figura di Cesare, presente tra l’altro anche in una (auto-)citazione nel romanzo breve “Liberi dal bisogno”. Cosa ti lega a questo personaggio ed alla storia antica in generale?

Davide: La storia è la mia seconda grande passione, dopo la fantascienza.
Il legame con Cesare è nato al liceo. Tra i libri consigliati dall’insegnante per le vacanze c’era: Gli affari del signor Giulio Cesare e io lo lessi, anche se all’epoca non sapevo granché di Cesare.
Quel libro mi fulminò perché rovesciava tutto quello che credevo di sapere. Mi incuriosii, cominciai a leggerne altri e capii che la versione di Brecht non era più falsa di quella “monumentale” che di solito ci viene proposta.
Scoprii un personaggio ricco di sfaccettature, di luci e ombre, e la mia passione si rafforzò quando, qualche anno più tardi, lessi la sua magnifica biografia scritta da Christian Meier. Per un po’ coltivai l’idea di scrivere un romanzo storico o addirittura una biografia di Cesare.
Alla fine tutto il materiale che avevo raccolto e che stavo organizzando nella mia testa è finito nei miei primi due romanzi di sf.


UM: Anche Übermensch, si presenta come un progetto piuttosto sfidante, un romanzo distopico che mescola storia e fumetti, scomodando apparentemente la drammaticità della prima con la più ludica finalità di questi ultimi. Come ti è venuta questa idea, così particolare, ma così abilmente sviluppata, grazie alla profonda conoscenza e analisi che dimostri, sia dei personaggi storici, che di quelli fantastici?

Davide: L’idea di fondo è nata nel modo più banale, una chiacchierata in chat con un carissimo amico appassionato di fumetti DC.
Si parlava di versioni ucroniche di Superman e a un certo punto suggerii che quella più rivoluzionaria sarebbe stata Superman allevato in Germania come nazista.
All’epoca, nella mia ignoranza, non sapevo che era un’ipotesi già esplorata nei fumetti.
L’idea mi affascinava, ma alla fine compresi che non avrebbe avuto senso scrivere un romanzo descrivendo le “imprese” del Superman nazista. Era talmente invincibile che sarebbe stata una storia piatta e poco interessante.
Mi interessava invece descrivere il mondo da lui creato, come si sarebbe vissuto in quel mondo, e farlo nel modo più realistico possibile, in modo che il lettore quasi si scordasse che tutto nasceva da un’ucronia “fumettistica”. Sono stato anche avvantaggiato dal fatto che la storia della seconda guerra mondiale e del nazismo è un’altra mia passione.


Davide alla premazione del Romanzo Premio Urania 2019 durante il Loving the Alien Fest, Mufant TO 19/09/20


UM: Nei tuoi libri troviamo spesso varie forme di intelligenza artificiale, sempre in stretto rapporto-confronto con quella umana. Dall’elettronico “Erasmo” (da Rotterdam?), l’IA che rivendica dignità, libero arbitrio e sensibilità religiosa, alle IA che aiutano gli uomini “liberandoli” dagli oneri e dai loro limiti (ma non solo!). C’è qualcosa che ti turba, dietro al più immediato positivismo che le riveste?

Davide: Devo fare una premessa: io non ho una formazione scientifica.
Non dovete cercare nelle mie storie IA scientificamente realistiche. Sono essenzialmente intelligenze “altre”, che ragionano in modo diverso da noi e che uso per far emergere contraddizioni e aporie.
Mi turba il pensiero delle IA? Certo, dopo aver letto millanta storie in cui si ribellano all’uomo un minimo di tensione la avverto.
La paura del creatore per la ribellione della creatura è un tema vecchissimo, che risale quanto meno a Frankenstein.
Asimov creò le tre leggi della robotica proprio per superare questo complesso.
Come dicevo, io non ne so molto, amici che se ne occupano per lavoro mi dicono da un lato che la Singolarità è già qui, ci siamo dentro, ma dall’altro che prima di arrivare a vere IA senzienti ci vorrà ancora un pezzo. Qualche settimana fa però ho letto un articolo che riportava i dialoghi di un giornalista con un’IA che si fingeva un essere umano: impressionante.


UM: Domanda un po’ indiscreta: forse ci sbagliamo, ma dai tuoi racconti sembra invece non uscirne troppo bene l’amore, che appare sempre più illusorio che corrisposto, più anelato che realizzato.
L’avvocato Piras, Cam Orsini, Tommi Parnaso, Alexandra Tornabuoni e in modo diverso anche lo stesso Oleander del nuovo romanzo, per citarne alcuni, rincorrono un amore fugace e sofferto, vissuto e perso, in un mondo spesso più cinico in cui non sembra esserci molto posto per le loro illusioni vestite da sogni.
Di cosa si tratta: di accorati moniti, di idiosincrasia romantica, di scaramantico cinismo o semplicemente di necessità funzionali per una trama efficace?


Davide: È curioso ma anch’io mi sono posto la stessa domanda poco tempo fa. Mi sono risposto in due modi.
Da una parte, il legame tormentato è narrativamente molto più interessante di quello pacifico.
Dall’altra, il mio lavoro mi porta più frequentemente a interagire con coppie che non funzionano che il contrario.
Negli ultimi anni, poi, amici il cui legame vedevo come assolutamente perfetto, come modelli di vita insieme, si sono separati con mio enorme stupore e delusione. Però in Il Pugno dell’Uomo ci sono almeno due coppie che funzionano bene (Alex/Rob e i genitori di Oleander), sto migliorando, no?


UM: Veniamo al premio Urania: hai detto che il worldbuilding del nuovo romanzo è stato una sfida, perché hai esorbitato dalle ambientazioni storiche, a te più care. Quali difficoltà hai incontrato, se ce ne sono state? Quali sono state invece le sensazioni positive legate a questa nuova esperienza?

Davide: Creare un nuovo mondo partendo da zero è una sfida affascinante e terribile. Tanto più che il mio sforzo è sempre quello di cercare di dare profondità al mio mondo, di farlo sembrare il più realistico possibile, di immergervi completamente il lettore.
Nulla mi dà più fastidio, come lettore, di quello che chiamo il worldbuilding di cartone, di quello che suona falso.
Inventare un mondo totalmente tuo significa operare in piena libertà e libertà significa responsabilità. Non hai limiti se non quelli che ti vuoi dare, puoi fare ciò che vuoi purché rispetti la coerenza interna.
Una sfida da far tremare i polsi, ma anche esaltante!


Davide con la Prima Targa del Premio Urania!


UM: Come sai, alcuni lettori di UraniaMania sono stati coinvolti dalla giuria nella lettura de “Il pugno dell’uomo”.
Senza spoilerare, possiamo dire che quest’ultimo romanzo ci ha catturato fin dall’inizio con il suo incipit vibrante e dinamico e con i diversi piani su cui si sviluppa la storia, per poi spiazzarci con la rapida evoluzione della trama.
Un libro diverso dai precedenti, che sembra cambiare passo e proiettarsi verso il futuro. Ce ne vuoi parlare?


Davide: Wow, che belle queste vostre parole!
Mi fanno piacere anche perché scrivere un romanzo è un impegno totalizzante e mentre ci sei dentro il rovello è costante: sto sprecando il mio tempo? È una buona storia? Ai lettori potrà piacere?  Il Pugno dell’Uomo è senza dubbio il mio libro più ambizioso e complesso.
Tanti personaggi, tanti punti di vista diversi, stili narrativi differenziati, il tentativo di sbrigliare la fantasia.
È, per conto mio, essenzialmente la storia di una società apparentemente pacifica e serena che, a causa di una crisi, perde il proprio equilibrio e di come i protagonisti devono adattarsi e sopravvivere nel caos che ne deriva.
E se a chi mi sta leggendo tutto ciò sembra poco fantascientifico, aggiungo che ci sono tre razze aliene, un’epidemia misteriosa, una capomafia cyborg, computer a vapore che diventano senzienti, una testa meccanica che predice il futuro e un serial killer dagli occhi di colore diverso. E questo soltanto nei primi capitoli!


UM: Al centro dell’opera c’è però un tema che ricorre anche nei lavori precedenti, quello della dignità, giustizia e libertà dell’uomo nel senso più ampio, col suo libero arbitrio ed il diritto di scegliere ciò in cui credere. Quanto ti sono cari questi valori? C’è un influsso derivato dalla tua professione di avvocato?

Davide: Qualcuno ha detto che questo è il mio romanzo più politico ma a ben vedere, avete ragione, sono temi che ricorrono spesso in ciò che scrivo.
Sì, io credo profondamente nella libertà dell’essere umano (o dell’essere senziente, allarghiamo i confini, siamo fantascientisti!), nel suo diritto di autodeterminarsi, di credere in ciò che vuole. Ho una fede persino ingenua in questi valori.
Da appassionato di storia, però, so anche che la libertà è sempre in pericolo e che è molto facile perderla, soprattutto quando la si dà per scontata. È una fede che viene prima del lavoro che svolgo.
Nei momenti migliori però, almeno una volta nella vita, si spera, l’avvocato è il difensore della libertà dei suoi clienti, quindi è una professione coerente con ciò in cui credo, no?


UM: Il Romanzo è davvero un affresco ricchissimo, di personaggi, specie, ambientazioni, radici in un passato nebuloso e propaggini in un futuro incerto, che lasciano aperte molte strade ancora da esplorare. Considerando anche la serialità citata da Franco Forte, possiamo aspettarci di immergerci nuovamente nella Città e scoprire le molte storie che conserva nei suoi vicoli e nei palazzi dei patrizi?

Davide: Da lettore, amo molto i cicli e le saghe.
Non saprei dire quanti cicli di fantascienza (e di fantasy, anche, mi potete perdonare? ) ho seguito in questi anni.
Fino a ora però da autore me ne sono tenuto lontano.
È che mi annoio facilmente, e a tornare in un mondo che ho già esplorato e raccontato ho paura dell’effetto minestra riscaldata.
Soprattutto, voglio tenermi lontano dalla serialità forzata, non voglio assolutamente dare l’impressione di spremere il limone fino all’ultima goccia perché non so che altro raccontare.
Certo, nel mondo del Pugno dell’Uomo si potrebbero ambientare molte storie per cui… aspettiamo e vediamo. Se i lettori si dimostrassero molto interessati e mi venisse un’idea interessante da sviluppare, perché no?


Anteprima della Cover di franco Brambilla per il prossimo Romanzo di Davide


UM: Come chiesto a Francesca Cavallero, l’ultima domanda è quella che non ti abbiamo fatto: vuoi rispondere tu ad una domanda che avresti voluto ricevere?

Davide: L’intervista è stata davvero esaustiva, non saprei cos’altro chiedermi.
Se permettete allora voglio concludere spezzando una lancia in favore della fantascienza italiana.
Molti lettori partono dal presupposto che gli autori anglosassoni siano migliori e fino a pochi anni fa, lo confesso, anch’io condividevo questo atteggiamento un po’ snob.
Quando mi ci sono trovato in mezzo e ho cominciato a leggerla però ho scoperto un tesoro di cultura, fantasia, originalità davvero incredibile, che è un peccato non arrivi al grande pubblico! Esploratela e troverete di che divertirvi, ne sono certo.    
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 4   La Fantascienza e gli altri generi... / La Fantascienza in Generale / Re:Festival Loving the Alien al Mufant 18-19-20/09/2020  data: 24 Settembre 2020, 16:49:38 
Iniziata da bibliotecario | Ultimo messaggio di Lucky
Unendomi incondizionatamente alle emozioni dei partecipanti (ed al rimpianto di chi non c'era), aggiungerò un pensiero che mi ha accompagnato durante la splendida giornata; il ricordo di un coetaneo collega che tanto ha fatto per la FS italiana, a cui è stato intitolato il piazzale alberato adiacente al parco, teatro della nostra manifestazione: Riccardo Valla (rickrabbitt in UM).
Gian  



Incontro di UMini del 2005 (Trifidata T4): sono riconoscibili, accosciati in centro Giuseppe Lippi ed Ernesto Vegetti; in piedi a sinistra Bibliotecario e il sopra citato Riccardo Valla, terzultimo me stesso.  
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 5   La Fantascienza e gli altri generi... / La Fantascienza in Generale / Re:Festival Loving the Alien al Mufant 18-19-20/09/2020  data: 24 Settembre 2020, 15:37:37 
Iniziata da bibliotecario | Ultimo messaggio di Lupo dei Cieli (VinMar)alias Proff. Sassaroli

Citazione da: Echo il 24 Settembre 2020, 15:22:10

Bellissimo, completo ed emozionante reportage di Bibliotecario, che con i suoi impareggiabili compagni di viaggio ha reso i giorni al Loving the Alien Fest ancora più piacevoli! Devo dire che partecipare a questi eventi, avendo modo di confrontarmi direttamente con lettori e scrittori, mi fa proprio bene. Mi aiuta a riflettere sul mio lavoro, certo, ma è anche un toccasana dal punto di vista umano, grazie allo scambio di esperienze, opinioni, consigli.

E poi il Mufant è stupendo.


Quindi... speriamo di rivederci presto!!!

Baci,

Echo

Tutto vero e condivisibile.
Vin
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 6   La Fantascienza e gli altri generi... / La Fantascienza in Generale / Re:Festival Loving the Alien al Mufant 18-19-20/09/2020  data: 24 Settembre 2020, 15:22:10 
Iniziata da bibliotecario | Ultimo messaggio di Echo
Bellissimo, completo ed emozionante reportage di Bibliotecario, che con i suoi impareggiabili compagni di viaggio ha reso i giorni al Loving the Alien Fest ancora più piacevoli! Devo dire che partecipare a questi eventi, avendo modo di confrontarmi direttamente con lettori e scrittori, mi fa proprio bene. Mi aiuta a riflettere sul mio lavoro, certo, ma è anche un toccasana dal punto di vista umano, grazie allo scambio di esperienze, opinioni, consigli.

E poi il Mufant è stupendo.


Quindi... speriamo di rivederci presto!!!

Baci,

Echo
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 7   UraniaMania Forum... / Generico / Re:saluti!  data: 24 Settembre 2020, 15:13:09 
Iniziata da Davide Del Popolo Riolo | Ultimo messaggio di Echo
Benvenuto Mr. Davide Del Popolo Riolo!   
Attendiamo con ansia il tuo libro!!!

Baci,

Echo
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 8   UraniaMania Forum... / Generico / Re:saluti!  data: 23 Settembre 2020, 23:26:00 
Iniziata da Davide Del Popolo Riolo | Ultimo messaggio di galions
Un altro UMino prestigioso! Benvenuto
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 9   UraniaMania Forum... / Generico / Re:saluti!  data: 23 Settembre 2020, 20:58:58 
Iniziata da Davide Del Popolo Riolo | Ultimo messaggio di Fantobelix
Ciao Davide e benvenuto anche da parte mia!
Se ricordi le "sagome" degli UMini presenti e leggi il mio nick name dovresti associare quella giusta , anche perchè sabato scorso con la mia ingombrante presenza ti ho "estorto" altre 4 firme!!
Purtroppo la ripresa lavorativa questa settimana è particolarmente intensa e faccio fatica a trovare il tempo di leggere i tuoi ultimi racconti (su "Bicentenario" e "Assalto al Sole" - Odissea Fantascienza), ma almeno siamo ormai quasi pronti con le nostre curiosità: abbiamo raccolto le domande ed è ormai questione di ore inviartele, così poi la trepidante attesa sarà nostra!

Nel frattempo ci fa un immenso piacere averti fra noi e vederti spesso da queste parti, ma non farci sentire in colpa per distoglierti troppo dalla scrittura, che qui c'è gente che aspetta avidamente di leggere le prossime sfide che ci lancerai!
Grazie per la tua simpatia e amicizia e a prestissimo!!!
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 10   UraniaMania Forum... / Generico / Re:Librerie usato roma  data: 23 Settembre 2020, 20:44:17 
Iniziata da Gattosilvestro | Ultimo messaggio di Lucky
Numi del cielo!
Quanti ricordi...
Quarant'anni fa anch'io mi "muovevo" molto per lavoro, e Roma era un appuntamento settimanale.
Le bancarelle di piazza Repubblica mi attendevano all'uscita di Termini (Settebello e Pendolino) e Pocket 2000 all'uscita della fermata Ottaviano della metro romana.
Quando poi le circostanze mi indirizzarono verso l'Eur (dove aveva sede il ministero PT), l'inevitabile uso dell'aereo su Fiumicino a garanzia di un goandreturn in giornata mi precluse qualsiasi possibilità. Fortunatamente, Milano si è sempre difesa benino, con mercatini permanenti del fine settimana, ma soprattutto con un paio di privati di provata fede, anche UMina.
Benvenuto in UM
Gian  
 RispondiCitaAbilita Notifica

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