Area Sito

 
Urania

Cambia Area DB:

» HELP HomePage «
» Forum
» Cerca
 
  

Database

 
» Database Collane UM
» Novità
» Wanted !!!
» Scambio/Vendita
» La Compagnia del Ciclo
» Giudizi/Commenti
» Libreria Virtuale
 
  

Utenti OnLine

 
Kolok Vedi il profilo utente Amico di Urania Mania
Visitatore Visitatori(48)
 
  

Classifiche

 


 
  

URANIA Mondadori

 

 
  

Le figlie di URANIA

 

 
  

Ricerca Libri

 
Inserisci i dati:

Numero:        
Titolo:        
Tit.Orig.:        
Autore:        
Editore:        
Trama:        
Relazione:

 
  

Links Urania

 

 
  

Contatti

 
Amici di UraniaMania
Lo Staff di
Urania Mania
 
  
 

Urania Classici Cofanetti - Mondadori

Vai in fondo alla pagina
 
 
Codice:77037
 
Piace a 0 utenti
Non piace a 0 utenti
Media: 0.00
 
N.:   2
Il pianeta proibito - Non è ver che sia la mafia - Le sabbie di Marte - Gli invasati
W. J. STUART (ps. di Philip MacDONALD), Cyril Michael KORNBLUTH, Arthur Charles CLARKE e Jack FINNEY
 
Data:   1980 ISBN:    non presente
Tit.Orig.:  
Note:   Raccolta dei numeri 5-6-7-8 riprezzati
 
Genere:   Libri->Fantascienza
 
Categoria:   FANTASTICO Rilegatura:   Brossura con cofanetto
Tipologia:   Principali Dimensioni:   112 x 187
Contenuto:   Romanzo  Nr pagg.:  
 
 
  Ultima modifica scheda: Lucky 13/03/2014-17:09:16
 
   
 

Vai in fondo alla pagina
 
 
Il pianeta proibito
Nessuno storico della fantascienza ha mai segnalato William Shakespeare come precursore dei viaggi interplanetari, dei robot, dei mostri extraterrestri.
Ma chi - dopo aver letto questo romanzo di Stuart o visto il film che ha lo stesso titolo - leggerà o rileggerà La Tempesta, potrà constatare che tutto
ciò era effettivamente contenuto nella stranissima isola in cui si svolge il dramma di Shakespeare. L'isola, lo scopriamo adesso, era in realtà un
remoto pianeta; lo spirito benigno Ariel era Robby the Robot; il deforme Caliban era uno degli alieni più singolari e terrificanti che la teratologia, o
"mostrologia" fantascientifica abbia mai inventato. Senonchè a qualcuno potrebbe venire il dubbio, anch'esso terrificante, che tutto il merito di Stuart
consista nell'essersi ispirato a un classico. No. il lettore stia sicuro che il pianeta proibito, se glielo proponiamo in questa collana, è un perfetto
classico di fantascienza per conto suo.

Non è ver che sia la mafia
«Un libro immorale, sovversivo, stimolante, divertentissimo», così il «New Herald Tribune» definì questo romanzo quando apparve nel 1953. Perché mai?
Kornbluth descrive, dopotutto, un'America felice, libera, pacifica, dove i cittadini sono contenti della società e la società dei cittadini. Non ci sono
burocrati, e tutto funziona benissimo.. Non ci sono tasse, costrizioni, poliziotti, spese militari, apparati ed enti parassitari. Dov'è l'immoralità?
Dov'è la sovversione? Be', c'è un piccolo particolare. A far marciare sul velluto questa serena utopia non è il Governo degli Stati Uniti, è la Mafia.
Il Governo, in esilio, si limita a incrociare con poche navi da guerra al largo delle coste americane. Il territorio USA è diviso tra la Mafia e il
Clan, due organismi criminali che si sono spartiti la torta con il «trattato di Las Vegas», e coesistono come due grandi potenze. Il romanzo non è altro
che la storia della prima drammatica incrinatura in questa perfetta pax mafiosa.. Un paradosso? Una feroce satira?.Lo sbocco logico dell'anarchismo
individualistico? 0 un sogno segreto e irraggiungibile di libertà assoluta?

Le sabbie di Marte
Questo romanzo, che inaugura la collana di Urania nel 1952, pone esplicitamente il problema del rapporto fra fantasia e realtà scientifica. "Se la
scienza dimostra, per esempio, che su Marte la vita non esiste, sono ancora leggibili le avventure marziane escogitate da scrittori pieni
d'immaginazione?" Nel 1952 il primo Sputnik era ancora di là da venire, e lo sbarco lunare con teletrasmissioni "in diretta" dal pianeta rosso,  
sarebbero apparse ai più come ingenui sogni. Clarke scriveva contro corrente, contro lo scetticismo e l'indifferenza del mondo scientifico di allora. E
per di più scriveva bene. Le sue ipotesi erano plausibili e stimolanti, basate su solidi fatti e acute osservazioni. I suoi personaggi erano credibili,
le beghe burocratiche e finanziarie della colonia marziana, le ambizioni e le lotte di potere, i contrasti fra Terra e Marte, erano un modello di
realismo, di verosimiglianza. E il colpo di scena conclusivo è  ancor oggi perfettamente accettabile. La scienza può averlo smentito nei particolari. Ma
nelle  grandi linee aveva ragione lui, sia come pioniere scientifico, sia soprattutto come romanziere.

Gli invasati
La moglie, il fratello, il vecchio amico, il droghiere dell'angolo, sono ciò che sembrano, che ci sono sempre sembrati, o al contrario sembrano ciò che
sono, nascondono qualcosa di completamente diverso, ignoto, forse nemico? Sulla pirandelliana ambiguità del nostro prossimo e sul terrore che ogni tanto
fa nascere in ciascuno di noi, si basa uno dei grandi temi della letteratura fantascientifica, quello dell'invasione invisibile, che è poi una variante
moderna del possesso diabolico. Cosi, nella tranquilla cittadina americana di Santa Mira una ragazza si mette in testa che suo zio non sia veramente suo
zio. Identico in tutto, fino a una minuscola cicatrice sulla nuca, l'uomo è però cambiato in qualche modo impalpabile, indefinibile. Di fronte a un caso
simile qualsiasi medico penserebbe a una malattia mentale, e infatti Miles Bennell, chiamato a visitare la ragazza, cerca di convincerla che uno scambio
di persona, una sostituzione, una contraffazione di quel genere può essersela soltanto immaginata. Ma il giorno dopo nello studio del dottor Bennell si
presenta una donnetta che ha la stessa fissazione riguardo al marito. E allora?