11 Ottobre 2017, 18:56:39Commento scritto da tulliodg
Voto: 4.50
Una favoletta.... l'idea è originale ma scritto in maniera molto semplicistica e soprattutto troppi personaggi che:  dialogano dialogano, dialogano .Non c'è un vero protagonista personaggi antipatici e alla fine non l'ho neppure finito tantissimi dialoghi e pochissima azione
 
10 Marzo 2016, 12:37:35Commento scritto da astrologo
Voto: 5.50
E' un compito veramente improbo commentare una delle ultime opere di uno scrittore come Simak, capace di capolavori poetici e lirici come City e la Casa  dalle finestre nere e molti scivoloni come oltre l'invisibile. In questa sua opera lascia lo stile aulico e confeziona una cronaca verosimile di una possibile invasione (?) della Terra. Però il finale aperto lascia la porta a una elucubrazione personale, ovvero, ci si interroga, se oltre a cose inanimate, i visitatori siano capaci di creare esseri a nostra somiglianza. Dato l'intero stato giornalistico dello scritto, non è sembrato ovvio all'autore fare finire una storia, che , probabilmente gli ha preso troppo la mano. Pertanto, mi dispiace, ma debbo considerare inadeguato questo romanzo.
 
21 Novembre 2014, 23:06:27Commento scritto da contericci
Voto: 5.50
In una piccola e sonnecchiante cittadina statunitense, in un tranquillo pomeriggio estivo fa la sua irruzione l'ignoto sotto forma di un gigantesco scatolone nerastro che finisce adagiato sulle sponde di un fiumiciattolo. Sembra una versione grassoccia dell'inimitabile monolite di odissea nello spazio al cui confronto questo di Simak annichilisce. Tuttavia il romanzo ha una buona impostazione e spunti degni di essere approfonditi. Una occasione per riflettere sulla nostra organizzazione sociale ed economica. Sui nostri stili di vita apparentemente egoistici, fondati su una democrazia incompiuta e su uno scarso rispetto delle minoranze e della natura. Come fare per rendere il nostro mondo migliore? Purtroppo né Simak,  né gli scatoloni di cellulosa, ci danno una risposta. Ma sarebbe stato chiedere troppo.
 
14 Novembre 2014, 22:43:52Commento scritto da nickel
Voto: 6.00
Concordo con Cat: bel libro, ma finale tremendo - o almeno io non l'ho capito
 
08 Novembre 2014, 11:16:58Commento scritto da cat
Voto: 6.00
L'idea di base può anche essere considerata originale. La lettura è facile e divertente fino a....... manca completamente il finale.
 
12 Ottobre 2014, 11:05:06Commento scritto da AgenteD
Voto: 7.50
Libro forse misconosciuto e sottovalutato ma dove l'autore (del resto il grande Simak) in sole 250 pagine della mia versione e-book, descrive degli alieni veramente tali, misteriosi, solo in poca parte comprensibili. La storia è, infatti, una sorta di specchio per riflettere su quanto fragili e artificiali siano le basi su cui si regge la nostra economia e il nostro stile di vita e sull'impatto che può avere su un'intera società una tecnologia estremamente avanzata e incomprensibile (non a caso in tutto il romanzo c'è il confronto fra Indiani nativi e avvento dell'uomo bianco conquistatore). Ancora una volta il termine fantascienza = letteratura di sere B/ evasione regge solo se a formularla è un ignorante.
Unico difetto, al solito, personaggi molto (troppo) piatti e stereotipati (ma nella letteratura di genere ciò è spesso scusabile e comunque, altrettanto spesso, di importanza secondaria).  
 
04 Ottobre 2014, 15:23:22Commento scritto da remotino
Voto: 7.00
Libro discreto, la storia è la classica di visitatori extraterrestri che in ultima analisi ci "illuminano" se il nostro stile di vita è quello giusto, tranquilli centra poco con la trama del romanzo, non voglio togliervi il gusto della lettura.
 
22 Settembre 2014, 19:51:10Commento scritto da clisimak
Voto: 6.50
Buon romanzo, anche se molto lontano dai romanzi migliori di questo scrittore, che è  uno dei grandi della fantascienza e uno dei miei preferiti.
 
10 Settembre 2014, 09:11:17Commento scritto da Arne Saknussemm
Voto: 8.00
"I Visitatori" è un romanzo molto gradevole, scritto nel solito stile scorrevole e semplice di Simak ed offre un'affascinante storia che ci regala alcune ore di piacere nonché interessanti spunti di riflessione sull'umanità quale essa è diventata (gli ultimi romanzi di Simak hanno spesso una visione pessimistica dell'uomo, l'autore sembra perdere la fiducia che riponeva nell'essere umano e nella possibilità di una fratellanza cosmica) ; questo lavoro non ha quell'aria favolistica che contraddistingue molte delle opere di Simak, è un'opera più oscura e ci mette di fronte ad una delle più memorabili razze aliene che abbiamo mai incontrato: enormi parallelepipedi neri composti da una forma sconosciuta di cellulosa che sopporta una pressione di diverse tonnellate per centimetro quadrato e la cui struttura esterna è simile ad una sorta di roccia organica, creature capaci di assorbire e trasformare qualsiasi tipo di energia esterna; i visitatori sono una razza incomprensibile e la loro presenza metterà a repentaglio l'intero sistema socioeconomico delle Nazioni del mondo.
Fin dalle prime pagine Simak apre un certo parallelismo tra questa strana invasione aliena e la conquista delle terre del nord America ad opera dell'uomo bianco: cosa succede quando due razze profondamente diverse entrano in contatto? È possibile comunicare? Uno dei protagonisti del romanzo afferma: "Quando due culture così lontane si scontrano, una delle due inevitabilmente riceve dei danni, forse tutte e due. Le migliori intenzioni non contano", ma nello stesso tempo i visitatori obbligheranno la razza umana a rivedere il proprio stile di vita, uno stile di vita che sembra averla condotta in un vicolo cieco, una vita votata al denaro, un'esistenza subordinata al potere economico e controllata dal potere politico..."...forse il nostro modo di vivere è sbagliato? Ci siamo trascinati nell'errore per troppo tempo ormai? Forse, risalendo il corso del tempo, riusciremo a individuare dov'è che abbiamo sbagliato. Da qualche parte, nella storia, c'era un vicolo cieco e noi lo abbiamo imboccato. Ci siamo talmente abituati ai nostri errori da considerarli la cosa giusta.".
Queste interessanti considerazioni morali ed il tentativo di stabilire un contatto intimo tra due razze così diverse affiorano tra le righe di una storia piena di suspance che si fa leggere tutta d'un fiato, resa estremamente veloce e dinamica da un montaggio quasi cinematografico; il romanzo è infatti formato da 57 brevi capitoli, ogni capitolo ci porta in una differente location. Ci sposteremo continuamente tra Lone Pine (il paese dove atterra il primo visitatore), Minneapolis (dove ha sede il giornale che casualmente si viene a trovare al centro di questa vicenda, il tribune; e guarda caso Simak ha lavorato per 40 anni al Minneapolis Star and Tribune), Washington D.C. (dove seguiremo cio che succede alla Casabianca e nelle stanze del potere), lo "Spazio" (dalle stazioni orbitanti si cerca di controllare lo sciame dei visitatori), l'università del Minnesota (dove alcuni scienziati studiano la struttura fisica dei visitatori), diverse località nell'Iowa e nel Wisconsin, un aereo in volo, seguiremo le conferenze stampa nazionali dei portavoce della Casabianca e le reazioni delle altre Nazioni della Terra.
Una storia che non da tregua ed un montagio agile ed originale, degli alieni indimenticabili, la piacevolissima prosa di Simak, interessanti riflessioni ed un finale aperto, per niente scontato (e fortemente inquietante), che può essere interpretato in diverse maniere fanno di questo romanzo un piccolo gioiello che consiglio a tutti di leggere prima di catalogarlo come "opera minore" perchè potrebbe riservare diverse piacevoli sorprese.
 
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